Oggi come alle sue origini, l'impero Peugeot è sempre stato legato alla famiglia dei Peugeot, da sempre residente in quella zona attorno alle città di Sochaux e Montbéliard, nella Franca Contea. Questa famiglia ha origini antiche, basti pensare che era nota già nel XV secolo. I suoi componenti erano allora prevalentemente selvicoltori e possedevano alcune proprietà boschive tra Audincourt, Hérimoncourt e la stessa Montbéliard, ove avevano impiantato una fiorente attività di produzione e commercio della pece. Da questa circostanza deriva il cognome "Peugeot" che nel francese dell'epoca significa "peciaio".

Le prime vetture Peugeot erano dotate dello stesso schema meccanico, con motore e trazione posteriore, sterzo a barre di controllo e ruote anteriori di diametro inferiore rispetto a quelle posteriori. Ma all'alba del XX secolo tale schema subì un profondo rinnovamento, con il motore che passò a essere sistemato anteriormente e per lo sterzo venne montato uno dei primi volanti. Inoltre la trasmissione divenne a catena, le ruote divennero tutte dello stesso diametro e i freni passarono alle ruote posteriori. Siamo a questo punto nel 1902: oltre ai cambiamenti strutturali delle vetture, vi furono anche cambiamenti nell'ubicazione dell'azienda stessa, che venne trasferita a Levallois, all'epoca uno dei centri più fiorenti dell'allora giovanissima industria automobilistica.

La moltitudine di modelli realizzati a partire dai primi anni del XXI secolo ha costretto Peugeot a introdurre un doppio zero su certi modelli recenti invece dell'unico zero centrale, in modo da aumentare il numero di designazioni disponibili conservando un'aria familiare nella designazione della gamma. Come già spiegato, questo doppio zero serve a designare i modelli «speciali», che coabitano coi modelli che presentano un solo zero (ad esempio 107 e 1007 oppure 308 e 3008).

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